Lo scorso 11 marzo, in tutto
il Giappone sono state svolte le commemorazioni del primo anniversario del
disastro sismico che aveva colpito una vastissma zona del territorio. Nello
stesso giorno, mentre il primo ministro giapponese Noda dichiarava la sua ferma
volontà di riattivare al più presto alcune centrali nucleari ferme per i
controlli, sia in Giappone sia nel resto del mondo ci sono state numerose manifestazioni
per dire mai più Fukushima e no al nucleare. In Europa, la più massiccia
partecipazione si è vista in Francia: una catena umana composta di 60 mila
persone si è formata tra Lione e Avignone, la zona della più alta
concentrazione degli impianti nucleari in Europa. Molte di queste mobilitazioni
rispondevano all’appello lanciato alla Conferenza globale per un mondo libero
dal nucleare, svoltasi a Yokohama due mesi fa.
La Conferenza di due giorni, a
cui hanno partecipato 120 mila persone, era stata proposta e preparata in meno
di 3 mesi da Peace Boat,
l’Ong giapponese con
uno statuto consultivo nella categoria speciale del Consiglio Economico e
Sociale delle Nazioni Unite.
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| Tatsuya Yoshioka nella sede di Peace Boat a Tokyo |
“In
29 anni passati con Peace Boat, il più grosso rammarico che ho è quello di non
aver potuto evitare l’incidente di Fukushima”, dice Tatsuya Yoshioka, uno dei
fondatori dell’organizzazione che oggi ha 51 anni. “Nonostante ci fossimo
sempre impegnati contro l’energia nucleare sin dai tempi di Chernobyl, evidentemente
non eravamo efficaci da poter influire sulla situazione. Perciò, abbiamo
sentito il dovere di realizzare un evento mondiale per smuovere le acque
sfruttando tutte le nostre conoscenze e i know-how
acquisiti negli anni”.
Peace
Boat, difatti, aveva tutte le carte in regola. Centinaia di volontari a
disposizione, la capacità di coordinare il loro lavoro, di programmare le
sessioni e di chiamare tanti ospiti stranieri da tutti i continenti tra cui diverse
decine di relatori esperti e attivisti di primissima linea, senza dimenticare
la praticità di raccogliere i fondi necessari, mentre molte associazioni
co-promotrici e i sostenitori rimanevano piuttosto scettici sul successo.
La
sua singolare impresa era partita nel 1983 con una nave da crociera affittata -
a prezzo stracciato per una disdetta di prenotazione - da un gruppo di studenti
ansiosi di conoscere il mondo oltre i confini. Volevano soprattutto scoprire la
verità sulla storia contemporanea non fidandosi dei testi scolastici che spacciavano
l’invasione nipponica nell’Asia per una semplice espansione della Nazione e
negavano gli atti criminali commessi dagli eserciti dell’Imperatore contro le
popolazioni locali. Queste mistificazioni storiche, naturalmente, provocarono le
indignazioni creando le tensioni tra il Giappone i paesi aggrediti.