Lo scorso 13 maggio, il Centro di documentazione ha collaborato per un evento di accoglienza della decima edizione di Orizuru Project a bordo della nave di crociera PEACE BOAT, che ha fatto l'unica tappa italiana a Cagliari.
La delegazione giapponese di Peace Boat era davvero felice, emozionata e
soddisfattissima della giornata e della nuova amicizia. Speriamo che sia
un inizio di una lunga solidarieta' e la collaborazione tra le societa'
civili italiana e giapponese che lavorano per la pace.
Sull'evento della giornata segnaliamo il servizio della Rete italiana per il Disarmo del 14 maggio 2017
Si ringraziano gli amici cagliaritani per buona parte delle foto.
Arrivo della delegazione dei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki della prima e della seconda generazioni
Una bella sorpresa per la delegazione: numerose associazioni locali danno un benvenuto molto colorato davanti alla Cattedrale
Seiichiro Mise, superstite alla bomba di Nagasaki all'eta' di 10 anni lancia un breve appello
La mattinata trascorsa insieme agli studenti dell'
Instituto
Istruzione Superiore "Buccari-Marconi"
Incontri pomeridiani hanno avuto luogo al Teatro Massimo
Incontro con rappresentanti istituzionali tra cui alcuni parlamentari
All'incontro pubblico che chiudeva la lunga giornata la sala era piena con le persone anche in piedi
La signora Kazumi Tsuchida, hibakusha di Hiroshima consegna un dono a Francesco Vignarca della Rete italiana per il Diasrmo che ha coordinato le iniziative della giornata
Signor Mise e la Signora Toshiko Tanaka sono stati intervistati dalla stampa locale
Il 22 e 23 agosto la nave da crociera allestita dalla ong internazionale Peace Boat– si potrebbe tradurre come “Arca della Pace” – ha fatto scalo a Civitavecchia, dove è stata accolta con una certa solennità dall'amministrazione comunale: anche perché a bordo, insieme a un gruppo di hibakusha (i sopravvissuti del bombardamento atomico su Hiroshima e Nagasaki) c'erano due giovani "ambasciatori di pace" di Ishinomaki,sopravvissuti al terribile terremoto e tsunami che ha
colpito la regione nord-orientale del Giappone l’11 marzo del 2011.
E Civitavecchia è gemellata proprio con la città nipponica.
Così,
grazie alla Delegata ai Gemellaggi del Comune di Civitavecchia, Carla
Celani, gli ospiti giapponesi sono stati protagonisti di un incontro
pubblico presso Forte Michelangelo, la fortezza che sovrasta il porto,
sede del Centro storico culturale delle Capitanerie di porto, alla
presenza di numerose autorità cittadine.
E' stata l'occasione per
ascoltare la testimonianza di Sayaka
Takahashi
e Shuhei
Sakimura,
che hanno raccontato a lungo come lo tsunami si sia abbattuto sulle
loro vite.
Ma anche per ascoltare il signor Susumu Tsuboi,
sopravvissuto a una tragedia più lontana: nato nel 1928, aveva 17
anni quando una bimba atomica è stata sganciata sulla sua città,
Hiroshima.
Tsuboi
è imbarcato sulla Peace Boat insieme a altri sette
hibakusha
(letteralmente, vittime delle radiazioni) nell'ambito del progetto
chiamato Orizuru,
dal nome della piccola gru di origami (carta piegata) che ne
costituisce il logo: un tradizionale simbolo giapponese di speranza e
di pace.
Il progetto Orizuru è cominciato nel 2008 ed è alla sua
sesta edizione.
Permette ai sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki di
condividere la loro testimonianza con scuole, governi, media e
cittadinanze, o con vittime di altri conflitti o disastri in diverse parti del mondo.
Esattamente
sessantotto anni fa, un bombardiere statunitense ha sganciato una
bomba atomica direttamente sopra Nagasaki.
Le
radiazioni, lo spostamento d'aria dell'impatto e il calore
sprigionato dalla bomba erano immensi, e il fuoco che ne e' scaturito
ha inghiottito la citta' nelle fiamme per l'intero giorno e tutta la
notte. La citta' e' stata distrutta completamente in un istante.
Dei
240.000 residenti in citta', circa 150.000 sono stati colpiti dagli
effetti della bomba e 74.000 tra loro sono morti nello stesso anno.
I
sopravvissuti hanno continuato a soffrire di un'alta incidenza di
leucemia, cancro, e altre gravi malattie provocate dalle radiazioni.
Ancora
oggi, dopo 68 anni, vivono ancora nella paura e hanno delle profonde
cicatrici psicologiche.
Chi
ha creato quest'arma crudele e' l'uomo.
Erano uomini anche
coloro che hanno usato le armi nucleari ben due volte su Hiroshima e
Nagasaki, e quelli che hanno condotto ripetutamente dei test nucleari,
contaminando la terra.
La
razza umana ha finora commesso numerosi e gravissimi errori.
E'
proprio per questo che dobbiamo cogliere ogni occasione per
riaffermare e rinnovare la nostra presa di coscienza del passato che
non va dimenticata.
Chiedo,
dunque, al Governo giapponese di ritornare ai nostri principi, di
riflettere sul fatto di essere l'unico paese nel mondo bombardato
dell'atomica.
Nel
corso della sessione preparatoria che si e' riunita a Ginevra nel
aprile 2013 in vista della conferenza di revisione del Trattato di
Non-Proliferazione Nucleare che avra' luogo nel 2015, molti paesi
hanno proposto una dichiarazione congiunta sull'impatto umanitario
delle armi nucleari, che e' stata sostenuta da 80 paesi.
Il
Sudafrica, e altri paesi che hanno fatto questa proposta hanno
chiesto al Giappone di sostenere e sottoscrivere la dichiarazione.
Tuttavia,
il governo giapponese non l'ha sottoscritta, deludendo le aspettative
della societa' civile globale.
Se
il governo giapponese non puo' sottoscrivere l'affermazione in base
alla quale "le armi nucleari non dovrebbero mai essere usate
indipendentemente dalle circostanze", questo implica che il
governo approva il loro uso in determinate circostanze.
Questa
posizione contraddice la determinazione del Giappone a impedire che
chiunque altro divenga vittima di un bombardamento nucleare.
Siamo
preoccupati anche dal riavvio dei negoziati relativi all'accordo di
cooperazione nucleare tra India e Giappone.